La Stanza dell’Arte

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La stanza dell’arte nasce da un progetto condiviso tra la rivista multimediale Tempoearte e il Centro Studi Milano ‘900. Teso a collegare la cultura disciplinare storico-artistica di ambito accademico, a cui si rivolge la rivista Tempoearte, con il mondo istituzionale più impegnato sul fronte della cultura, del quale il Centro Studi Milano ‘900 è autorevole referente, La stanza dell’arte si pone come soggetto autonomo che ambisce a portare il fronte della ricerca scientifica sull’arte d’avanguardia del XX secolo a cospetto del pubblico.

Un pubblico inteso qui quale cellula vitale del corpo civile, primo referente e unico, autentico depositario dei valori espressi dall’opera d’arte, superando dunque quelle barriere invalicabili, sia per la galleria sia per il museo, verso una più libera fruizione dell’opera d’arte.

La stanza dell’arte sceglie Milano, capitale riconosciuta dell’espressione artistica d’avanguardia del XX secolo, e il piccolo spazio di via Vincenzo Monti 29, per ricondurre il pubblico della strada alla scena ideale dell’atelier, quale luogo dell’azione e del pensiero dell’arte contemporanea; si presenta una scena aperta e a diretto contatto con la strada, ma da essa fatalmente separata da un vetro, simbolo di quell’invisibile sipario che divide nella realtà la scena dell’arte istituzionalizzata e commerciale tra critici, curatori, e burocrati, da una parte, e fruitori, dall’altra.

La stanza dell’arte intende vincere questa separazione, sempre più netta, e ricongiungere gli elementi sociali e culturali che appartengono all’uomo della strada, con l’arte contemporanea (seguendo il concetto ermeneutico che ogni forma d’arte è contemporanea al suo fruitore) rendendoli solidali e in grado di abbattere le

barriere attuali, attraverso un progetto espositivo che presenta la ricerca espressiva di alcune tra le figure più significative del percorso storico dell’arte contemporanea, modulato in una serie di incontri studiata per offrire al pubblico gli strumenti e gli elementi indispensabili alla riappropriazione di una cultura autonoma dell’immagine.

Quattro quindi, in conclusione, gli incontri per ogni artista, pensati quali momenti interpretativi e primari di una nuova disciplina ermeneutica, tesi a far emergere la dimensione poetica dell’opera d’arte:

  • L’artista e l’opera: un maestro contemporaneo presenta la sua elaborazione artistica, attraverso il lavoro di studio e una selezione di opere, mirati a illuminare un preciso e distintivo tratto della sua poetica.
  • L’arte legge l’arte: è il momento in cui un poeta, un musicista, uno scrittore, si pongono in relazione con l’opera visiva per trarne suggestioni e intuizioni, e fare in modo che l’opera d’arte possa, come auspicato da Heidegger, aprire un mondo.
  • La storia incontra l’arte: uno storico dell’arte apre il dibattito con l’artista, portando i valori espressivi dall’ambito disciplinare alla sfera pubblica.
  • L’opera aperta: viene riprodotto il montaggio dei tre eventi precedenti, e trasferito alle pagine multimediali della rivista Tempoearte, in modo da far divenire lo spazio “chiuso” e confinato de La stanza dell’arte un luogo aperto alla fruizione e ai contributi dell’intera comunità.

 


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